CLOWN • SCHNAPSIDEE
Produzione MAT-Movimenti Artistici Trasversali

CLOWN • SCHNAPSIDEE
da Heinrich Böll
adattamento drammaturgico JONATHAN BERTOLAI e IAN GUALDANI
regia JONATHAN BERTOLAI
con IAN GUALDANI
con la partecipazione di GIACOMO VEZZANI e le voci di ELSA BOSSI, WOODY NERI e JACOPO VENTURIERO
assistente alla regia SILVIA BENNETT
ambiente sonoro GIACOMO VEZZANI
disegno luci ORLANDO BOLOGNESI
oggetti di scena MATTEO RACITI
costumi LAURA BARTELLONI
foto di scena e diapositive MANUELA GIUSTO
film e lavorazioni 16mm a cura di Tiziano Doria e Samira Guadagnuolo –WARSHADFILM
produzione MAT – MOVIMENTI ARTISTICI TRASVERSALI
assistente alla produzione GIACOMO PECCHIA
con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Toscana, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Fondazione Banca del Monte di Lucca
si ringraziano Ge.Ci.Te. /C.U.R.A. Umbria e Spazio Rossellini-Roma per il sostegno alla produzione
CLOWN • SCHNAPSIDEE nasce dall’incontro tra l’attore e performer Ian Gualdani e il regista Jonathan Bertolai che, dopo aver collaborato in “Caligola Underdog/Upset“, tornano a lavorare insieme per realizzare l’adattamento del romanzo Opinioni di un Clown di Heinrich Böll.
In una cultura ossessionata dall’exploit, dal funambolismo sociale e da una morale usa e getta, l’insensatezza delle scelte del clown Hans – la loro apparente contro-produttività, la testarda coerenza – si rivela come unico gesto di possibile sovversione.
Il progetto scenico si configura come un incendio esuberante di segni: dalla pantomima alle diapositive, dal film in pellicola alle audiocassette, dal sovrastimolo sonoro all’ipertrofia testuale. Tutto concorre a evocare la solitudine di Hans e il suo isolamento.
Lo spazio scenico è concepito come un archivio emotivo, una cabina di pilotaggio della memoria: un tappeto bullonato di gomma racchiude i marchingegni con cui Hans rielabora la propria storia. È un macchinario che si consuma e si rigenera continuamente: camera di memoria, di risonanza, cellula viva della ricorsività.
Emarginato e accusato di indossare una maschera, il clown diventa paradossalmente l’unico testimone puro, straniante e necessario di una società malata nelle sue stesse dinamiche. La sua ferita coincide con quella di un’umanità che rimuove con indifferenza il proprio orrore. Per Hans, invece, questa rimozione è impossibile: egli resta imprigionato nel trauma e nella frammentarietà, segnato dalla scomparsa prematura della sorella, sacrificata a un’ideologia militarista e brutale.
Hans ha costruito una vita fuori dalla realtà, rifugiandosi nell’arte e rinascendo clown. Ma la sua è una nascita dolorosa, generata dalle ceneri della guerra e dall’ipocrisia sociale. Hans rifiuta i compromessi: è radicale, disarmato, poetico, patetico e feroce. Ma è anche solo e inaccessibile. Forse è proprio questa, alla fine, la sua più grande tragedia.
Pagina insta: @clown.schnapsidee
CALENDARIO
30/9- 4/10/2025 (anteprima) – Chapiteau della Cittadella del Carnevale,Viareggio (con il Patrocinio del Comune di Viareggio e della Fondazione Carnevale di Viareggio) – scarica qui il manifesto dell’evento-
21-25 Settembre 2026, Residenza presso Fondazione Armunia con prova aperta il 25/9 ore 18 all’Auditorium Danesim, Rosignano Marittimo
8 Ottobre 2026 (debutto nazionale)- Festival Fabbrica Europa, Firenze
28 Ottobre 2026- Spazio Rossellini, Roma
7 e 8 Gennaio 2027 – Teatro Fontana, Milano
